La separazione consensuale: che cos’è e perchè conviene rispetto alla separazione giudiziale

Quando due persone arrivano di separarsi è un momento doloroso, emotivamente delicato e dal punto di vista legale molto importante per tutte le conseguenze che questa decisone comporta.

Sono due le strade, per la Legge italiana per dirsi addio: quella consensuale e quella giudiziale. In questo post prendo in considerazione la separazione consensuale.

La separazione consensuale

La separazione consensuale si basa sull’accordo dei coniugi che viene poi omologato dal Tribunale. Tra in due tipi di separazione è quella decisamente più vantaggiosa. Ecco perchè:

  • è più veloce e meno costosa;
  • è meno traumatica per i coniugi e per i figli;
  • consente a tutti e due i coniugi di mettersi d’accordo per iscritto predisponendo un regolamento di interessi, anche di carattere patrimoniale, capace di rispondere meglio alle loro esigenze concrete.

La separazione consensuale non ha effetto senza l’omologazione del Tribunale.

La domanda di separazione consensuale si propone con ricorso da presentarsi presso la Cancelleria del Tribunale dove uno dei due coniugi ha fissato la residenza o il domicilio. Al ricorso vanno allegati:

  • l’estratto di matrimonio;
  • lo stato di famiglia dei coniugi;
  • il certificato di residenza di entrambi i ricorrenti.

Una volta presentato il ricorso in Cancelleria del Tribunale, il Presidente del Tribunale fisserà la data dell’udienza nella quale dovranno comparire personalmente i due coniugi oltre che l’avvocato (se ha avuto mandato da entrambi i coniugi) o dal rispettivo legale di fiducia nominato dal singolo coniuge.

I tempi della separazione consensuale

Dal deposito del ricorso in Cancelleria alla fissazione dell’udienza, passano di solito 2 o 3 mesi. Quindi i tempi sono, tutto sommato, abbastanza veloci per i parametri della Giustizia Italiana.

Il vantaggio economico

La separazione consensuale è più vantaggiosa economicamente rispetto a quella giudiziale. Si va da un minimo di 400,00 euro ad un tetto massimo a livello di onorari di 3.000,00 euro. E con la negoziazione assistita si possono avere costi anche inferiori. La separazione consensuale sconta un Contributo Unificato di € 43,00.

L’udienza di separazione

All’udienza di separazione il Presidente del Tribunale tenterà la conciliazione obbligatoria, che quasi mai riesce. Se riesce viene redatto un apposito verbale che chiude la procedura. Se non riesce verrà redatto il verbale di separazione che deve contenere il consenso dei coniugi alla separazione (rapporti personali, patrimoniali e decisioni riguardanti l’affidamento e il mantenimento dei figli). Il verbale viene letto dal Presidente del Tribunale e sottoscritto da entrambi i coniugi.

La fase dell’omologazione della separazione consensuale

Successivamente il Tribunale controllerà l’accordo e le sue clausole su relazione del Presidente e previo parere del Pubblico Ministero. In questa fase non partecipano gli avvocati (o l’avvocato se ce n’è uno solo) e nemmeno i coniugi.

Una volta ottenuta l’omologazione, il verbale acquista efficacia legale. Il decreto di omologazione fa diventare efficaci le condizioni di separazione e rende obbligatorio per i coniugi il rispetto delle condizioni di separazione (mantenimento del coniuge, affidamento e mantenimento dei figli) .

Con il decreto di omologa i coniugi diventano separati consensualmente e gli accordi sottoscritti acquistano efficacia di titolo esecutivo anche per l’iscrizione di ipoteca giudiziale sui beni del coniuge obbligato.

L’avvocato serve davvero?

Se non ci sono figli o nel caso in cui siano presenti, ma siano economicamente autosufficienti è possibile separarsi senza l’assistenza dell’avvocato (ma sconsiglio il fa-da -te in una materia così delicata). In questo caso i coniugi potranno recarsi presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune dove hanno la residenza.

Se ci sono invece figli minori, oppure siano maggiorenni ma non economicamente autosufficienti, allora l’assistenza dell’avvocato è obbligatoria.

La separazione consensuale e la negoziazione assistita

Dal 2014 (anno in cui è stato emesso il D.L.132) è possibile separarsi attraverso la negoziazione assistita, che è un procedimento decisamente più veloce e più snello di quello previsto in Tribunale. Gli avvocati di ciascun coniuge curano gli incontri con i propri assistiti e stendono poi un accordo di separazione che dovrà essere sottoposto al Pubblico Ministero e poi trasmesso all’Ufficiale di Stato Civile del Comune dove è stato celebrato il matrimonio. La separazione consensuale ottenuta attraverso la negoziazione assistita è possibile anche in presenza di figli minori oppure maggiorenni, ma non economicamente indipendenti.

La casa familiare nella separazione consensuale

Per l’assegnazione della casa familiare nel procedimento di separazione consensuale, l’interesse dei figli viene ritenuto determinante. Quello che dei due genitori che si prenderà prevalentemente cura dei figli, avrà anche la possibilità di collocarsi nella casa familiare.

I figli nella separazione consensuale

L’accordo di separazione consensuale dovrà necessariamente tenere conto dei figli se dall’unione della coppia ne siano nati. I figli hanno diritto di conservare un rapporto con entrambi i genitori in maniera equilibrata. I genitori hanno l’obbligo di mantenere i figli anche se hanno compiuto la maggiore età, purchè non economicamente autosufficienti, in maniera proporzionale al proprio reddito.

Assistenza legale per i procedimenti di separazione consensuale

Lo studio legale dell’Avvocato Alberto Pelò presta assistenza per i procedimenti di separazione consensuale anche stragiudiziale, mediante procedimenti di negoziazione assistita, che rende possibile ottenere la trascrizione del provvedimento di separazione in pochi giorni senza passare attraverso il Tribunale.
È possibile fissare un appuntamento presso lo studio per avere un preventivo per assistenza legale od una semplice consulenza.