Condominio: le telecamere devono essere installate con cartelli chiari e visibili

La necessità di proteggersi da malintenzionati e dai ladri ha determinato  negli ultimi anni il boom dell’installazione di videocamere di sorveglianza in prossimità dei punti di accesso all’abitazione (anche in parte favorito dai bonus fiscali ovvero detrazione IRPEF del 50% da ripartire in 10 quote annuali di pari importo).

Senza ombra di dubbio le videocamere di sorveglianza sono un ottimo deterrente contro il ladri, anche se dal punto di vista della Legge, sono molti i profili normativi che devono essere tenuti in considerazione riguardo la Privacy.

Cosa dice la Legge sulla videosorveglianza

L’installazione dell’impianto di videosorveglianza è configurata come un’innovazione agevolata ed è necessario il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea che rappresenti almeno la metà dei millesimi di proprietà dell’edificio (articolo 1136 Secondo Comma del Codice Civile)

E’ quindi prevista una maggioranza inferiore rispetto a quella necessaria per approvare le innovazioni.

La ripartizione delle spese (sia di installazione che di manutenzione) per l’impianto di videosorveglianza (a meno di pattuizioni differenti) vanno suddivise in base alla tabella millesimale di proprietà.

Nel caso in cui l’impianto serva soltanto un gruppo ristretto di condòmini (condominio parziale), le spese di conservazione e di esercizio andranno ripartite soltanto tra i condòmini che si servono dell’innovazione.

Cosa dice il Garante (vademecum “Il condominio e la Privacy)

Le regole fissate dal Garante fanno distinzione a seconda che le videocamere siano installate per fini personali (ad esempio dal proprietario di una villetta indipendente) oppure in ambito condominiale a protezione delle parti comuni dell’edificio.

L’installazione di videocamere di sorveglianza

L’installazione della videocamera a protezione delle parti comuni condominiali, una volta approvata la delibera ed installato il sistema, vede l’amministratore di condominio gravato dall’obbligo di segnalare la presenza di videocamere collocando cartelli ben visibili e riconoscibili nei luoghi ripresi o nelle immediate vicinanze. Le immagini registrate possono essere conservate per un tempo massimo di 48 ore e poi devono essere cancellate. Il Garante ha affermato in più di un’occasione come l’installazione di videocamere è lecita se rappresenta l’unica soluzione possibile rispetto all’installazione di allarmi e cancelli automatici ed altri sistemi di protezione meno “invasivi” per la Privacy.

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