Condominio: è boom degli orti individuali, ma occhio alle regole

Gli orti si fanno sempre più strada nei condomini sia in città che nelle campagne.

Un pò la crisi (ma è ancora sensato parlare di crisi dopo tutti questi anni?) e un pò la voglia di ritrovare la naturalezza dei cibi sani, hanno spinto le persone a crearsi un orto personale.

Due sono i casi che si possono verificare:

  1. il caso in cui il singolo proprietario si crei un piccolo orto sul balcone o sul terrazzo;
  2. il caso in cui un condòmino gestisca uno spazio in cui coltivare le verdure di stagione.

Non occorrono grandi spazi per far crescere gli ortaggi e gli aromi che preferiamo.

Carote, piselli, fragola e lattuga possono essere coltivati benissimo in un semplice vaso e su un balcone.

Il giardino rientra tra i beni condominiali

Molti condòmini hanno un giardino nel cortile interno o nello spazio tra la facciata e la via pubblica (questi spazi normalmente sono condominiali).

L’art.1117 del Codice Civile (recentemente riscritto alla luce della Riforma del Condominio) elenca i beni condominiali. In questo elenco però non sono previsti i giardini condominiali, che però rientrano certamente tra questi (Sentenza della Cassazione n.7889 del 9 giugno 2000).

Il singolo condomino può utilizzare ex art.1102 del Codice Civile i beni condominiali (e quindi anche l’orto) nel modo che ritiene più opportuno (purchè non ne alteri la destinazione d’uso e non impedisca agli altri condomini un eguale utilizzo).

Il giardino condominiale può diventare anche un orto?

Possiamo realizzare un orto personale nel giardino condominiale?

Occorre dire che se il regolamento non dice nulla in proposito, si ritiene che il singolo condomino possa piantare (a propria cura e spese) le piante che più gli aggradano.

Può succedere però che l’assemblea ritenga che gli ortaggi piantati deturpino  l’estetica del fabbricato.

Vuoi un consiglio? Prima di piantare nel giardino del condominio, i tuoi ortaggi preferiti interpella l’amministratore del condominio prima che qualcuno dei condòmini passi alle carte bollate.

In ogni caso ricorda che per innaffiare l’orto potrebbero esserci delle norme comunali o regionali che regolamentino la possibilità di utilizzare l’acqua potabile per uso irriguo. I Comuni spesso vietano l’uso dell’acqua potabile per uso irriguo di orti e giardini privati, per lavare l’auto, per lavare le aree private e per ogni altro utilizzo diverso dalle normali necessità domestiche.

Attenzione ai trabocchetti se innaffi!

I contratti di fornitura dell’acqua mettono sotto controllo due elementi: il consumo dell’acqua e le quantità destinate ad essere riversate nella fogna. Se il condominio ha dichiarato che  il consumo dell’acqua deve avvenire per uso domestico, allora l’acqua non potrà essere utilizzata per usi diversi, compresi l’uso irriguo (lo stesso dicasi per l’utilizzo da parte del locale a piano terra che eserciti attività di lavanderia e che dovrà dotarsi di un apposito contratto di fornitura).