Condominio: se il cane abbaia va sotto processo il padrone

Condominio e animali danno vita spesso a situazioni conflittuali.

La domanda sorge spontanea: commette un reato penale il condòmino che non impedisca l’abbaiare del proprio cane?

La risposta va articolata e declinata in due direzioni: una civile e una penale.

Dal punto di vista del Codice Civile, l’art.1138 del Codice Civile vieta l’inserimento nel regolamento di condominio il divieto di possedere o di detenere animali domestici. La convivenza all’interno del condominio non è facile e molte controversie riguardano il prolungato (e non impedito) abbaiare dei cani anche durante la notte.

Dal punto di vista penale, i giudici hanno ritenuto, applicando l’art.659 del Codice Penale, che  sussista la responsabilità penale del padrone che non impedisca al proprio cane di disturbare i condòmini (non precisando quanti), regolandone i latrati.

Dal punto di vista civilistico sussiste la sola responsabilità civile ex art.844 del Codice Civile, se le emissioni rumorose superino il normale livello di tollerabilità, anche se danneggiano una sola persona (Sentenza della Cassazione (n. 17811/2019).

In condominio pertanto, perchè sussista la responsabilità penale del condòmino proprietario del cane, è necessaria la produzione di rumori idonei ad arrecare disturbo o a turbare la quiete e le occupazioni, non solo degli  abitanti dell’appartamento sovrastante o sottostante la fonte di propagazione dei rumori, ma anche di una più consistente parte degli occupanti dell’edificio. Insomma non basta disturbare una sola persona per essere condannati.