L’esecuzione forzata e le sue forme: non è tutto oro quello che luccica

La procedura esecutiva è una vera propria corsa a ostacoli per il creditore.

Le difficoltà di individuare i beni pignorabili si aggiungono a quelle di ricavare una somma sufficiente dalla vendita giudiziale del bene pignorato che consenta di recuperare sia il credito che le spese legali.

I costi e la lentezza della procedura esecutiva non rendono agevole il percorso di chi deve tutelare il proprio credito. Inoltre è sempre presente il rischio di possibili opposizioni strumentali con lo scopo di allungare i tempi di pagamento a favore del debitore.

L’esecuzione forzata nei confronti del debitore è possibile solo se:

  1. il debitore possiede beni che sono effettivamente pignorabili;
  2. se i beni di cui al punto 1 non sono già stati pignorati o ipotecati.

L’esistenza di queste due condizioni dovrebbe essere accertata prima di promuovere l’azione legale e solo se l’accertamento darà esito positivo, il creditore potrà recuperare il proprio credito.

La procedura esecutiva a seconda del tipo di procedura può durare mesi (pignoramento mobiliare) o anni (pignoramento immobiliare).