Separazione giudiziale: in attesa dell’udienza presidenziale fai queste tre mosse se l’attesa è troppo lunga

Hai deciso di separarti giudizialmente ed il tuo avvocato ha già depositato il ricorso per attivare la separazione giudiziale? 

Bene devi sapere che l’udienza difficilmente verrà fissata a breve termine, almeno per quelli che possono essere i tuoi parametri di riferimento. 

C’è una buona notizia però.

Dal momento del deposito del ricorso da parte dell’avvocato al momento della fissazione della prima udienza davanti al Presidente del Tribunale, possono verificarsi alcune problematiche che ti impongono di tutelare i tuoi diritti subito, senza dover aspettare troppo tempo.

La Legge offre alcuni strumenti ad hoc per queste situazioni che impongono un intervento immediato.

Ecco 3 strumenti processuali ai quali puoi ricorrere prima dell’udienza davanti al Presidente del Tribunale.

1) SE CI SONO CONTROVERSIE INERENTI LA RESPONSABILITA’ GENITORIALE DEI FIGLI

I rimedi sono quelli previsti dall’art.316, 330 e 333 del Codice di Procedura Civile.

E’ il caso in cui la condotta di uno o di entrambi i genitori sia pregiudizievole per il figlio. In questo caso il Giudice può disporre l’allontanamento dalla casa familiare del minore oppure del genitore (o convivente) responsabile dei maltrattamenti.

2. SE C’E’ DISACCORDO CON IL TUO EX SULL’INDIRIZZO DELLA VITA FAMILIARE

Provvedimento speciale ex art.145 del Codice Civile.

Ciascuno dei coniugi può chiedere l’intervento del giudice, il quale sentito l’altro coniuge, tenta di raggiungere una soluzione concordata.

Se questo risultato non viene raggiunto e il disaccordo riguarda la fissazione della residenza o altri affari essenziali alla famiglia, il giudice adotta con un provvedimento (non impugnabile) la soluzione che ritiene più adeguata.

3) SE C’E’ UNA CONDOTTA PERICOLOSA NEI TUOI CONFRONTI DA PARTE DEL TUO EX

Possono essere adottate in questo caso le misure di protezione ex art.342bis e 736bis del Codice di Procedura Civile ovvero:

1) l’allontanamento dalla casa coniugale;

2) l’impedimento al rientro fino ad un massimo di 6 mesi del coniuge (o del convivente) violento oltre all’assegno di mantenimento (che ha carattere consequenziale all’ordine di allontanamento).

Queste misure sono soggette al reclamo ex art.739 del Codice di Procedura Civile  e perdono efficacia quando vengono adottati i provvedimenti presidenziali (all’udienza di comparizione dei coniugi davanti al presidente).

Il contenuto dei provvedimento ex art.342bis del Codice di Procedura Civile si compone:

1) dell’ordine di cessazione della condotta violenta,minacciosa, ingiuriosa o comunque pregiudizievole;

2) dell’allontanamento dalla casa familiare del coniuge violento;

3) dell’inibitoria di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima;

4) della sollecitazione dell’intervento dei servizi sociali;

5) dell’imposizione di un assegno di mantenimento.