Divorzio e patrimonio della coppia : come si determinano gli assegni di mantenimento e di divorzio dopo l’addio al “tenore di vita”

Il divorzio determina nella coppia conseguenze non solo di carattere affettivo, familiare ed emotivo, ma anche e soprattutto di carattere patrimoniale.

Lo scioglimento del matrimonio passa attraverso due fasi ben distinte che determinano conseguenze patrimoniali differenti : separazione e divorzio.

Vediamole in sintesi.

La separazione: le conseguenze patrimoniali

La separazione comporta per la coppia un vero e proprio “allontanamento fisico”.

Ad essa corrisponde la sospensione dei doveri di natura personale (primo tra tutti il dovere di convivenza) oltre che la modifica di quelli patrimoniali.

Spesso accade che il coniuge economicamente “più forte” sia onerato del pagamento di un assegno di mantenimento in favore dell’altro coniuge.

Il divorzio : le conseguenze patrimoniali

Solo con il divorzio si può parlare per la Legge italiana di scioglimento del vincolo coniugale. 

Anche nel caso di divorzio ci può essere a carico del coniuge economicamente “più forte” di un assegno di divorzio periodico, oppure la corresponsione di una somma “una tantum”.

La determinazione in concreto dell’assegno di separazione o di divorzio

I giudici chiamati a pronunciarsi sulla determinazione dell’importo dell’assegno di separazione e di divorzio hanno, nel corso degli anni, cambiato posizione.

Per quasi trent’anni la quantificazione degli assegni di mantenimento e di divorzio si è basata sul “tenore di vita” goduto in costanza di matrimonio.

Il criterio del “tenore di vita” per determinare l’assegno di mantenimento e di divorzio

Il coniuge economicamente più forte era obbligato a versare al coniuge più debole quelle risorse economiche necessarie a garantire un’equivalenza tra il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio e quello successivo.

Nel maggio del 2017 una sentenza della Corte di Cassazione ha stravolto completamente questo criterio che si era cristallizzato in quasi trent’anni di vita.

La sentenza della Corte di Cassazione del 10 maggio 2017 n.11504

Ribaltando il criterio del “tenore di vita” la Corte di Cassazione con questa sentenza è intervenuta sui parametri determinativi della misura dell’assegno di divorzio.

Al criterio del tenore di vita è stato sostituito il criterio della “autosufficienza economica”.

2018 : viene stabilito un nuovo criterio per la determinazione dell’assegno di mantenimento e di divorzio 

l’11 luglio del 2018 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la Sentenza n.18287 hanno mitigato la loro posizione imponendo l’adozione di un parametro di quantificazione dell’assegno che tenga conto:

  1. delle scelte di vita familiare adottate dalla coppia, enfatizzando la durata del matrimonio;
  2. dei ruoli svolti all’interno della famiglia;
  3. del contributo di ciascun coniuge anche con sacrificio delle personali aspettative reddituali e professionali.

L’effetto è verosimilmente un “costo minore” per il coniuge che deve versare l’assegno di mantenimento o di divorzio.