Divorzio: i rimedi se il coniuge non paga oppure paga in ritardo l’assegno

Se sei divorziata e tuo marito ritarda il pagamento dell’assegno (oppure non lo versa più) leggere questo articolo potrebbe esserti utile.

Devi sapere che in caso di inadempimento o di ritardo, la legge tutela l’ex coniuge che ha diritto di ricevere l’assegno di divorzio.

Due sono le modalità:

  1. attraverso sollecitazioni verbali (che di solito non funzionano) oppure scritte, oppure attraverso la messa in mora
  2. oppure attraverso l’azione esecutiva che vedremo tra poco.

La legge riconosce all’ex coniuge la possibilità di agire in giudizio potendo scegliere tra due rimedi:

  1. il sequestro dei beni dell’ex coniuge obbligato;
  2. la richiesta al Tribunale di ordinare ad un terzo creditore dell’ex coniuge obbligato (ad esempio il datore di lavoro) di versare parte di quanto dovuto direttamente a sè invece che all’ex coniuge inadempiente.

Il mancato pagamento dell’assegno costituisce anche un reato penale.

L’azione esecutiva: lo strumento più utilizzato

La sentenza di scioglimento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili è un titolo esecutivo, che consente di procedere direttamente al pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi del coniuge obbligato.

In questo caso però l’avvocato dovrà redigere e notificare al coniuge obbligato l’atto di precetto con la sentenza munita dalla Cancelleria del Tribunale, della  c.d. formula esecutiva.

Se il coniuge non paga nei 10 giorni indicati nell’atto di precetto, si dovrà procedere nei 90 giorni successivi (termine di validità del precetto) all’esecuzione forzata sui beni del debitore.

In questo caso bisognerà scegliere se dare corso al pignoramento mobiliare, immobiliare oppure presso terzi (ad esempio pignorandogli lo stipendio o la pensione).

La richiesta di pagamento al terzo debitore

In caso di inadempimento del pagamento dell’assegno di divorzio, l’ex coniuge creditore può utilizzare uno strumento diretto nei confronti di un soggetto terzo, debitore dell’ex coniuge obbligato (si può trattare del datore di lavoro, dell’ente che eroga la pensione, di chiunque sia debitore di somme di denaro periodiche nei confronti dell’obbligato, come il conduttore di un immobile oppure l’onerato di una rendita vitalizia).

Come richiedere il pagamento nella pratica

Non c’è bisogno di ricorrere al Tribunale.

L’ex coniuge del creditore deve costituire in mora (con lettera racc. A/R) l’ex coniuge obbligato e inadempiente concedendogli un termine di almeno 30 giorni per adempiere.

Trascorso questo periodo, l’ex coniuge creditore può notificare il provvedimento in cui è stata stabilita la misura dell’assegno ai terzi (ad esempio il datore di lavoro) tenuti a corrispondere periodicamente somme di denaro all’ex coniuge obbligato, con l’invito a versare direttamente le somme dovute.

L’ex coniuge creditore deve darne comunicazione all’ex coniuge inadempiente (non si può richiedere il pagamento di una somma unica).

Se il tuo ex coniuge non ti paga l’assegno di divorzio, la legge prevede espressamente quei rimedi, che se utilizzati correttamente da un legale esperto in separazione e divorzio, possono tutelare i tuoi diritti anche dal punto di vista economico.