Separazione: con i messaggi dell’amante su Whats Up si rischia l’addebito

Nell’Italia che proprio oggi 18 maggio 2020 riparte dopo il lungo lockdown per il Covid 19, le chat e le app di dating fanno registrare un vero e proprio boom di richieste di separazione con addebito.

Oramai sono anni che i messaggi sui social e sulle app sono al centro di numerosi contenziosi giudiziari in materia di separazione.

Spesso però vengono sottovalutati dalle coppie in crisi.

Negli ultimi anni gli adulteri hanno pubblicato una miriade di selfie compromettenti sui social network che li rappresentavano in pose a dori poco compromettenti dal punto di vista processuale.

La smentita in udienza può non bastare

Una recentissima sentenza del Tribunale di Velletri (Sentenza n.664 del 23 aprile 2020) ha considerato prova dell’infedeltà il messaggio in chat inviato dall’amante alla moglie di una coppia in crisi di Roma, in cui si ammetteva il tradimento nel contesto di una relazione che andava avanti da anni.

A nulla è valsa per il marito la successiva smentita in udienza.

Il Giudice di Velletri ha considerato la chat affidabile in merito alla richiesta di addebito della separazione, confermata anche da un successivo messaggio inviato dal marito alla moglie che confermava la relazione extraconiugale.

La chat può far scattare l’addebito

Nel corso degli ultimi anni le chat possono essere prodotte in udienza  e il tradimento – anche se rimane del tutto virtuale – può far scattare l’addebito della separazione a condizione che si dimostri che è stato la causa scatenante del fallimento del matrimonio.

In conclusione occorre prestare molta attenzione alla messaggistica presente sul proprio cellulare se si ha ragione di temere che questa possa mettere in “pericolo” sia il proprio matrimonio che il proprio portafoglio.